Miliardi dei contribuenti buttati al vento

Il Consiglio Federale non smette di sorprendere, ma purtroppo sono sempre sorprese negative quelle che ci riserva. L’ultima decisione scellerata presa dal nostro Governo è quella di (ri)versare più di un miliardo per la coesione europea. Non è il primo versamento miliardario che la Svizzera fa all’UE, sempre con lo scopo di aiutare i paesi dell’Est e sostenere il mercato del lavoro europeo. Ma questi non sono compiti che spettano ai cittadini svizzeri!! Al nostro mercato del lavoro però non pensa nessuno, gli Stati confinanti si fanno i cavoli loro e approfittano degli Accordi bilaterali, e fa piuttosto ridere chiamarli bilaterali, visto che quando l’UE vuole qualcosa, si muovono tutti velocemente, ma quando la Svizzera chiede qualcosa in cambio, la firma si fa attendere in eterno... L’UE che si prospettava come una grande potenza unita ha fallito, il centralismo e il sistema politico antidemocratico piace sempre meno e non ha dato grandi frutti, ha fallito nella politica migratoria e in quella finanziaria, elemosina finanziamenti di coesione, ma di fatto di coeso non c’è nulla, ricatta i Paesi che si oppongono alle decisioni centraliste di Bruxelles e alle decisioni democratiche volte a difendere gli interessi dei cittadini ( vedi 9 febbraio, espulsione dei criminali stranieri, ecc.). Stando alle informazioni disponibili i soldi versati in passato sono fluiti in diversi progetti, in media 4,5 milioni di franchi in progetti. Come minimo il Consiglio federale dovrebbe presentare un rapporto dettagliato di ciò che è stato fatto con tutti questi soldi dei contribuenti. Il nostro gruppo parlamentare a Berna si è subito mobilitato con un’interpellanza che chiede come minimo di aprire una discussione in merito al miliardo in questione. Interpellanza che non è stata firmata da NESSUNO al di fuori del gruppo Lega-UDC e che quindi non ha raggiunto il numero di firme necessarie per essere attuata. Niente discussione quindi, la Svizzera versa 1.3 miliardi senza battere ciglio. Inaudito. Noi però non lasceremo che questa decisione passi in sordina, faremo di tutto affinché sia il popolo a decidere. È anche una questione di trasparenza verso i cittadini, che hanno il diritto di sapere dove finiscono i loro soldi e quali siano i risultati raggiunti con cifre simili.   Roberta Pantani Consigliera nazionale
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