Previdenza per la vecchiaia 2020 – così non si va avanti

Siamo chiamati alle urne a votare su un tema importantissimo che occuperà ancora a lungo politici e cittadini, perché per quanto sia importante questa votazione non sarà sicuramente l’ultima su questo tema. Questo fatto non va sottovalutato, prima che le generazioni dei giovani d’oggi andranno in pensione, saranno spese ancora infinite parole sul sistema della previdenza per la vecchiaia, parlamenti e governi si vedranno ancora confrontati con innumerevoli progetti in merito ai quali la popolazione sarà chiamata a esprimersi. Questa non è la soluzione perfetta e nemmeno quella definitiva, ma permette di dare una svolta alla situazione attuale che vede un inesorabile svuotamento delle casse per la previdenza per la vecchiaia. Senza alcun intervento ciò non significa altro che il declino di un sistema che rappresenta una colonna portante della nostra società. La riforma della Previdenza per la vecchiaia 2020 e il decreto federale sul finanziamento supplementare dell’AVS non sono semplicemente volti a migliorare la situazione attuale della previdenza per la vecchiaia, ma soprattutto hanno l’obiettivo di garantirne l’esistenza. Le donne dovranno lavorare più a lungo, i giovani dovranno versare importi maggiori e tutti pagheranno un’imposta al valore aggiunto più elevata. Sì, servono sacrifici. Questo sistema non è nato dal nulla e non sarà il nulla a mantenerlo vivo. Qualcuno ci guadagnerà di più, qualcuno di meno, qualcuno per niente, ma siamo parte di una società e se questa va a fondo, sarà inutile cercare di salvare solo il proprio giardino. Il sistema AVS è complesso e così lo è anche la revisione della relativa legge, l’eliminazione della franchigia per i lavoratori in età AVS, il famoso supplemento di 70 franchi, l’aumento del limite massimo delle rendite per coniugi; sono solo alcune delle misure previste per il risanamento della Previdenza per la vecchiaia. Da una parte la riduzione dell’aliquota di conversione e dall’altra la compensazione per mantenere il livello delle rendite, la riforma si fonda un equilibrio tra dare e ricevere che è alla base di tuttala legge federale sulla previdenza professionale per la vecchiaia. Un doppio SI il 24 settembre, per la legge sulla riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 e per il decreto sul finanziamento supplementare dell’AVS mediante aumento dell’IVA garantirà che questo equilibrio non venga spezzato e che la l’AVS si incammini verso la sua fine.   Roberta Pantani Consigliera nazionale   CDT 20.09.2017
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Il 24 settembre SI al decreto federale sulla sicurezza alimentare!

Con il decreto federale del 14 marzo 2017 sulla sicurezza alimentare si vuole garantire anche alle generazioni future un’alimentazione sicura ed ecosostenibile e ai nostri contadini si vuole garantire il riconoscimento del loro lavoro nel rispetto del territorio. Questo decreto è parte di un più ampio progetto di valorizzazione dell’agricoltura ecosostenibile svizzera. Progetto che coinvolge numerosi ambiti inerenti all’intero sistema del sostentamento alimentare nazionale, dalla pianificazione territoriale, al commercio equo, all’agricoltura sostenibile fino all’approvvigionamento in caso di situazioni di crisi. Uno sfruttamento adeguato del potenziale agronomico svizzero è indispensabile, ciò significa sfruttare al meglio le risorse, puntare sulla qualità e quindi evitare uno sfruttamento intensivo del territorio e una produzione orientata alla quantità. L’articolo 104a è volto al promovimento di alimenti regionali, stagionali e prodotti rispettando la natura locale, caratteristiche essenziali per il benessere del settore sia dal punto di vista economico-sociale, cosicché gli agricoltori e i produttori svizzeri non vengano discriminati; sia a livello ambientale, riducendo e minimizzando il dispendio di risorse necessarie agli spostamenti e al mantenimento delle merci provenienti dall’estero, dispendio dannoso per l’ambiente e per i piccoli-medi produttori. Oggi come oggi è fondamentale che l’alimentazione e il sistema di produzione di essa sia sostenibile a tutti i livelli. La politica e i singoli individui stessi, i consumatori, devono fare il possibile affinché la scelta del cibo non sia dettata (solo) dall’economicità ma soprattutto dalla qualità di ciò che finisce sulle nostre tavole. Investire in ciò che mangiamo, significa sostenere l’agricoltura e la produzione locale (e non solo in Svizzera, stiamo parlando infatti di un fenomeno globale) con tutti i benefici che ciò comporta. A beneficiare di questo decreto saranno soprattutto le generazioni future di consumatori, che potranno ancora trovare la qualità e la sicurezza nella giungla di prodotti che si accumulano sugli scaffali dei supermercati senza che si sappia davvero da dove e come vengono prodotti e le generazioni future di agricoltori, che disporranno di un territorio salvaguardato e potranno continuare a lavorare in armonia con l’ambiente. I produttori svizzeri lavorano secondo un’etica e regole ben definite, non permettiamo che alimenti dalla dubbia provenienza e produzione rovinino il loro operato e creino del dumping.   Il 24 settembre SI al decreto federale sulla sicurezza alimentare!   Roberta Pantani Consigliera nazionale   15.09.2017
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