L’UE dei ricatti e delle illusioni

Inizia l’estate e come succede ormai da anni si ripresenta puntuale il problema immigrazione. “È già record” riferivano pochi giorni or sono i media svizzeri, siamo già a quasi 12'000 entrate illegali, ben il 68% in più dello stesso periodo del 2015. Tanto per cambiare non si è trattato di molte famiglie siriane in fuga dalla guerra... ma di rifugiati (che si tratta per la maggior parte di giovani uomini e di rifugiati economici possiamo non ripeterlo no?) provenienti dalla Guinea, dal Gambia, dalla Costa d'Avorio, dalla Nigeria e della Somalia.   Chi fa finta di niente tutto l’anno e non ritiene che tali cifre siano un problema, continua imperterrito ad ignora la questione anche in estate e ad etichettare con i soliti termini chi cerca di portare alla luce e risolvere il problema. Non siamo gli unici però a volersi opporre alla cieca tolleranza di un invasione che non sembra aver fine.   La Commissione europea ha aperto le procedure di infrazione contro Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca. Nel mirino di Bruxelles ci sono anche Austria e Slovacchia, che preferiscono riflettere invece che applicare leggi senza senso dettate dall’UE. La colpa è quella di non aver ricollocato tutti o parte dei richiedenti l’asilo approdati precedentemente in Italia e in Grecia.   L’UE si aspetta più sforzi, che prevede entro settembre la ricollocazione di quasi 100'000 rifugiati, una cifra astronomica sulla quale vale la pena riflettere. Le reazioni dei vari Premier e Ministri dei Paesi citati non si sono fatti attendere, da chi dice che sia un’ingiustizia e chi parla di veri e propri ricatti e imposizioni da parte di Bruxelles. Che l’UE sia solita ricattare Stati che vogliono pensare prima al benessere dei propri cittadini, magari applicando scelte democratiche interne, purtroppo lo sappiamo bene, ma l’antidemocraticità di Bruxelles continua ad aumentare.   Dove andremo a finire? Quale tragedia dovremo ancora vivere? Quando si accorgeranno anche gli europeisti convinti con le loro illusioni senza confini che collocare centinaia di migliaia di profughi nei paesi europei è inaccettabile e assolutamente insostenibile. L’Europa è pervasa ormai da un decennio dalla crisi economica e di segni di ripresa non se ne vedono. Come si pensa di inserire nella società un simile numero di immigrati che provengono da paesi con morali e culture diametralmente opposte alla nostra? Sono così grossi gli interessi in gioco da ignorare l’insofferenza di un intero continente? NO all’UE, NO ai ricatti e STOP all’immigrazione di massa.   Roberta Pantani Consigliera nazionale   Il Mattino della domenica, 18.06.2017
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Ma qualcuno pensa ai Ticinesi?!

Un’amarissima delusione, non ho altre parole per descrivere la decisione presa ieri dalla maggioranza del Consiglio di Stato ticinese. Come ribadito dal Consigliere di Stato Norman Gobbi, che insieme al collega Claudio Zali si è chiaramente opposto allo stralcio della misura in questione, “una misura per la nostra sicurezza, la sicurezza di tutto il Cantone che verrà quindi presto a cadere.” Esatto, proprio di questo si trattava, una misura per la sicurezza dei cittadini e per rispetto verso tutta la brava gente, che non ha nulla da nascondere e che il casellario lo deve presentare ad ogni occasione. E già, perché noi bravi svizzerotti dobbiamo richiedere, pagare e presentare il casellario per ottenere praticamente qualsiasi impiego, per poter affittare un appartamento, per poter occupare cariche pubbliche e via dicendo. Quindi ancora una volta una decisione che va a scapito dei cittadini ticinesi. Cittadini che dovrebbero essere rappresentati dai Consiglieri di Stato, che invece troppo spesso, sulla scia dei loro colleghi governanti di Berna, dimenticano quali interessi devono difendere. Non c’è da stupirsi se il popolo perde la fiducia nella politica, ogni volta subentra qualche clausola, qualche ricatto, qualche interesse altrui calpestato e immancabilmente le misure chieste, approvate e applaudite dal popolo non vengono applicate. Questa misura amministrativa non avrebbe discriminato nessuno e pare logico che un Paese non rilasci permessi a criminali e delinquenti...già pare logico, non a tutti evidentemente. Poveri criminali, perché non darlo anche a loro il permesso! Senza contare che il tutto è stato deciso in nome di un accordo che magari non verrà mai firmato e che probabilmente ( lasciamo il beneficio del dubbio) non porterà alcun giovamento concreto ai cittadini svizzeri e alla Svizzera, ma firmare accordi simili sembra essere il passatempo preferito dei nostri rappresentanti in Governo.   Inoltre il tempismo è stato pessimo, giacché lunedì a Berna si discuterà di un postulato della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale che propone l’adesione al sistema ECRIS, lo scopo di questo intervento parlamentare è proprio quello di favorire le due iniziative cantonali che chiedevano l'adozione della richiesta del casellario giudiziale per quei Cantoni che lo ritenessero necessario, tra l’altro le iniziative avevano riscosso un certo successo inaspettato a livello federale, ma ci hanno pensato direttamente i Consiglieri di Stato ticinesi ad affondare il tutto. Dopo questa irresponsabile decisione non sarà sicuramente difficile per il Consiglio federale respingere le iniziative e sotterrare la questione.   Nonostante la profonda delusione e sfiducia verso questa maggioranza del Governo ticinese non ci arrenderemo all’idea di mettere da parte ancora una volta la volontà e la dignità dei cittadini ticinesi. Anche questa volta noi stiamo con Norman e Claudio.   Roberta Pantani Consigliera nazionale   Il Mattino della domenica, 11.06.2017
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