Gettare le armi? Mai!

Negli scorsi giorni i politici dell’UE con 491 voti su 178 e 28 astenuti, quindi in larga maggioranza, hanno accettato una modifica di legge deleteria, tanto per cambiare. Questi geni, dopo gli attentati terroristici di Parigi, hanno avuto la brillante idea di irrigidire la normativa europea sulle armi, perché secondo loro, i terroristi si procurano le armi nel totale rispetto della legge. Ma certamente! Come no! Anzi, d’ora in avanti tutti i terroristi si iscriveranno alle società di tiro di paese, chiederanno tutti i permessi necessari per la detenzione di armi e presteranno particolare attenzione al tipo di arma da comprare che dovrà assolutamente essere a norma di legge! Ridicolo! Solo questo si può dire di questa trovata „anti-terroristica“. Purtroppo al peggio non c’è mai fine e il problema di questa modifica di legge è che tutti gli Stati facenti parte del cosiddetto spazio Schengen DEVONO adeguarsi e modificare anche le proprie leggi. La Svizzera dovrà fare altrettanto, e ovviamente il nostro Governo non si è scomposto più di tanto, abituato com’è a sottomettersi e annullare i propri principi per accontentare l’UE. Questa decisione è però inaccettabile per il nostro Paese e nonostante la gioia della sinistra e l’indifferenza del Governo, questa modifica di legge non avrà vita facile. Il nostro gruppo alle Camere federali e la Federazione sportiva svizzera di tiro hanno già previsto di lanciare un referendum nel caso in cui il Consiglio federale decida di accettare la modifica senza opposizioni e adeguamenti. Tale modifica comporterebbe l’introduzione di norme che andrebbero ad intaccare il buon rapporto che i cittadini svizzeri hanno con le armi. Il tiro nel nostro Paese è praticamente uno sport nazionale; una lunga tradizione che con il terrorismo non ha nulla a che vedere. Non siamo un paese di terroristi e fanatici, nonostante i nostri militi girino tranquillamente armati sui mezzi pubblici, dormano con il “Fass” sotto il letto e i ragazzi la domenica pomeriggio vadano a sparare allo stand di tiro. Le modifiche introdotte sarebbero davvero assurde. Ad esempio la limitazione per quanto riguarda i caricatori (quello del Fass non sarebbe a norma), l’obbligo di aderire ad una società di tiro, l’introduzione di un nuovo registro delle armi, … Norme inutili, strettamente burocratiche (con i relativi costi) e soprattutto che non avrebbero alcun effetto sul terrorismo islamico, per il quale sono state pensate. Come sempre per quanto riguarda i diktat dell’UE, c’è sotto sotto un ricatto, di cui il nostro Governo ha già paura prima ancora che possa essere formulato: se la modifica non venisse accettata, la minaccia è quella di uscire dallo spazio Schengen. Ricatto che per altro fa il solletico ai favorevoli al referendum e, comunque, alla storiella che la libera circolazione delle persone porta tanto bene e tanti benefici al nostro Paese non crede più nessuno. Lotteremo anche questa volta e saremo ben felici di rinunciare a Schengen, se si tratta di difendere le nostre libertà.   Roberta Pantani Consigliera nazionale   Il Mattino della domenica, 19.03.2017
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