Un fondo stradale indispensabile

Tre anni fa il popolo svizzero ha sostenuto in votazione popolare l’inserimento nella Costituzione di un fondo di durata illimitata per finanziare la gestione, la manutenzione e la creazione di infrastrutture ferroviarie (il fondo FAIF). Il 12 febbraio 2017 i cittadini sono chiamati alle urne per pronunciarsi su un fondo analogo. Il FOSTRA, il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato, sarà destinato da una parte per il finanziamento a lungo termine della gestione e della manutenzione delle nostre strade nazionali, quindi della rete autostradale. D’altra parte, servirà a finanziare i contributi federali per la realizzazione della rete dei trasporto pubblici come i tram, i bus e tutte quelle opere previste nei programmi d’agglomerato. Ricordiamo che in Ticino, nelle quattro zone del Cantone (Bellinzonese, Locarnese, Luganese e Mendrisiotto) si è in procinto di realizzare i programmi d’agglomerato di terza generazione. In generale, questi progetti sono di ampio respiro e coinvolgono diversi aspetti dello sviluppo urbano: hanno infatti lo scopo di favorire il coordinamento fra lo sviluppo dei trasporti, del paesaggio e degli insediamenti. Migliorano anche il trasporto pubblico a complemento delle opere Alp Transit, ampliano la rete della mobilità ciclopedonale, sgravano i quartieri residenziali dal traffico di transito, migliorano la sicurezza della rete stradale e promuovono la mobilità aziendale di comparto. Inoltre, grazie al FOSTRA, 400 chilometri di strade cantonali entreranno a far parte della rete delle strade nazionali di competenza della Confederazione. Per il Ticino ciò si tradurrà ad esempio nella realizzazione dell’allacciamento A2-A13 sul piano di Magadino tramite galleria e nella concretizzazione della circonvallazione di Stabio fino al Gaggiolo. Opere fondamentali per il nostro Cantone che senza il passaggio alle strade nazionali non potrebbero venir finanziati. Qualora il 12 febbraio il popolo voterà Sì al FOSTRA, la Svizzera – e quindi il Ticino - seguirà la via della complementarietà dei mezzi di trasporto, ovvero il sostegno alla ferrovia, alla strada e ai trasporti pubblici. In caso di un no popolare, i programmi d’agglomerato dovranno essere abbandonati e l’esercizio e la manutenzione della rete delle strade nazionali non potranno più essere effettuati sulla base di una pianificazione pluriennale. Per la complementarietà dei mezzi di trasporto e per poter garantire uno sviluppo sostenibile ai nostri agglomerati, votiamo SÌ al FOSTRA il 12 febbraio. Consigliera nazionale Roberta Pantani   CDT 24.01.2017
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Brexit e l’UE che barcolla

Gli Inglesi ci hanno bagnato il naso e le ultime dichiarazioni di Theresa May, Primo Ministro britannico, hanno fatto impallidire i nostri Consiglieri federali e pure i Parlamentari svizzeri che in tre anni dal famoso 9 febbraio non sono mai riusciti a far valere il volere del Popolo svizzero, né a livello nazionale né tantomeno a livello internazionale e europeo. Non sono però gli unici ad aver fatto una misera figura, infatti dopo il discorso della May e le conseguenti reazioni, la politica europea e il concetto stesso di Unione europea sono più che mai messe in discussione. Ora pare che non siano più solo i populisti svizzerotti a ritenere il mercato unico e la libera circolazione un fallimento totale. A quanto pare è diventato quasi un dato di fatto che queste circostanze non abbiano portato alcun giovamento ai paesi membri dell’UE e ai paesi, come la Svizzera, che aderiscono agli Accordi di libera circolazione. Il Popolo britannico in sostanza vuole ciò che il Popolo svizzero chiede da anni, vale a dire il potere di gestire l’immigrazione, i controlli delle frontiere e i rapporti commerciali con l’estero senza diktat dall’UE. Brexit è anche il risultato dell’incapacità riformativa dell’UE che ha perpetrato una politica antidemocratica e centralizzata senza tener conto dei reali bisogni delle singole regioni e senza adattare la propria politica alla situazione attuale. In sostanza l’UE è governata alla cieca secondo ideali utopici e anacronistici. Visto che il Governo britannico non sembra volersi piegare difronte al volere dell’UE, e mi auguro con tutto il cuore che davvero non accada, c’è da sperare che si crei un precedente e che quindi, vista la scarsa determinazione del nostro Governo, in futuro l’UE non possa più ricattare Stati che seguendo il volere del loro Popolo vogliono liberarsi dalle imposizioni di Bruxelles. Nonostante i nostri Consiglieri federali (supportati da tutti i partiti tranne Lega e UDC) abbiano miseramente fallito nell’applicare la volontà popolare, noi non molliamo e continuiamo a lottare per lo stop all’immigrazione di massa e la reintroduzione delle frontiere, prendiamo esempio dalla volontà inglese!   Roberta Pantani Consigliera nazionale   Il Mattino della domenica, 22.01.2017
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