Migranti a Cavallasca, la preoccupazione della vicesindaco di Chiasso

“La patata bollente arriverà addosso a noi”

Roberta Pantani, vicesin­daco di Chiasso, la crea­zione del centro asilanti di Cavallasca è un fulmine a ciel sereno o si sapeva che qualcosa bolliva in pentola? Purtroppo era una notizia che circolava da mesi. Già all’ini­zio di novembre, un servizio di una televisione locale co­masca aveva denunciato la situazione, intervistando ol­tretutto molti cittadini di Ca­vallasca preoccupati da que­sta presenza. Molti di loro avevano pure dichiarato che non si trattava del luogo adatto, così vicino al con­fine e così poco controllabile. Ora questa notizia viene confermata e non è certamente una notizia confortante. E’ preoccupata per le conseguenze che questa nuova struttura po­trebbe avere per Chiasso? Una struttura del genere, a circa 500 metri dal nostro confine, a ridosso di Pedrinate, non è accettabile. Il con­fine non è controllato, la frontiera verde nemmeno, pensiamo a quali potranno essere le conseguenze: un via vai di persone da uno Stato all’al­tro, clandestini di qua e al di là del confine, che se fermati in Svizzera, dovrebbero venir riportati in Italia. Se sono preoccupati i cittadini di Caval­lasca, lo sono anche quelli di Chiasso. Mai come ora diviene di stretta attua­lità la mia mozione per la chiusura notturna dei valichi secondari. Setti­mana scorsa il Consiglio federale ha confermato che nel 2017 saranno chiusi a titolo di prova due valichi: verosimilmente potrebbero essere Pe­drinate e Novazzano. Ora, con questa notizia, è assolutamente necessario che Pedrinate sia tra questi! Quali passi dovrebbe a questo punto 5intraprendere il municipio di Chiasso, a suo parere, per tute­lare i propri cittadini da questo nuovo “regalo” ita­liano? Il Sindaco di Chiasso ha giustamente dichiarato di volersi mettere in contatto con le autorità cantonali per avere maggiori informazioni e rassicurazioni su questo centro. Di fatto però, dobbiamo riconoscere che si tratta di qualcosa al di fuori della nostra giurisdi­zione. La migliore cosa sa­rebbe prendere contatto con le autorità di oltre confine, ma vedo qualche difficoltà: Cavallasca infatti non è più un Comune autonomo, dallo scorso novembre si è infatti fu­sionato con San Fermo della Batta­glia e le elezioni amministrative saranno nella prossima primavera. La Provincia di Como non ha potere su queste cose, forse la Regione Lom­bardia potrebbe avere qualche voce in capitolo, ma dubito sia l’interlocu­tore giusto. Insomma, rischiamo di non avere nessuna controparte al di là del confine e di ritrovarci a gestire la “patata bollente” sul nostro terri­torio, con tutte le conseguenze che già conosciamo.

Il Mattino della domenica, 18.12.2016

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