In Turchia muore la democrazia e l’UE sta a guardare e applaude

Più di un golpe, bisognerebbe parlare di un attentato alla democrazia: questo è quello che è successo in Turchia il 15 luglio scorso. La disorganizzazione ad indicibili livelli di questo colpo di stato, fa quasi credere ad un gioco politico ben organizzato... In ogni caso la conseguenza di tutto ciò è una sola: il rafforzamento del potere di Erdogan, un potere dittatoriale e personale che di democratico ha ben poco.  “E’ una guida debole, colui che ha bi­sogno della religione per mantenersi al governo. Il mio popolo imparerà i principi della democrazia, i dettati della verità e gli insegnamenti della scienza. Ognuno ha la libertà di ado­rare chi vuole a condizione che non interferisca con la razionalità e che non agisca contro la libertà dei suoi simili.” Così diceva Atatürk, il portatore del laicismo e della democrazia in Turchia. Di tutto ciò è rimasto ben poco. Dopo il fallimento del golpe si festeggia il ritorno e la vittoria della democrazia... Sì, ma di quella personalizzata. Quella che limita la libertà di stampa, quella che arresta i giornalisti e ogni persona che si dimostri contraria al regime, quella che controlla la TV e i telegiornali e quella che sopprime le minoranze etniche. Quella che giustizia brutalmente soldati e persone. Cosa fa l’UE di fronte a tutto ciò?

Niente. Nessuna condanna, nessuna indignazione. A regnare è l’ipocrisia che raggiunge l’apice con le dichiarazioni di Angela Merkel, che si dichiara contenta e rassicurata dalla vittoria della democrazia.           L’UE continua imperterrita a finanziare profumatamente le tasche di Erdogan e non è certo un segreto che questi finanziamenti contribuiscano al rafforzamento dello Stato Islamico e non giovino in alcun modo all’emergenza in materia d’asilo. I politici europei si stanno ricoprendo di ridicolo, la realtà viene bellamente ignorata e le belle parole sembrano sostituire sempre più spesso soluzioni pragmatiche ed efficaci.

Non dimentichiamo che la Turchia è una possibile candidata all’entrata nell’Unione Europea... La crisi economica e l’ondata di finti migranti hanno messo in ginocchio dal punto di vista economico e culturale quest’Europa fragile e impreparata. Il suo atteggiamento passivo e impotente difronte ad abusi e soprusi mette in ginocchio anche quel che resta della sua credibilità.

La politica repressiva e dittatoriale di Erdogan è intollerabile, altro che rallegrarsi per la vittoria della democrazia! Questa situazione porterà ancora più migranti verso l’Europa che continuerà a finanziare un capo di stato che crea e modifica leggi a proprio piacimento, eliminando e mettendo a tacere chi non la pensa come lui. Quando inizieranno i politici europei a difendere i valori della nostra società? L’inciviltà in nome dell’islamismo è già dilagata fin troppo. Finiamola con questo teatro di tolleranza e cecità. Difendiamo i nostri valori e smettiamola di versare aiuti e contributi insensati.   Roberta Pantani Consigliera Nazionale   Il Mattino della domenica
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