Il buonismo che ci affonda

  La situazione è sfuggita di mano. Il terrorismo e l’integralismo islamico non sono più fenomeni marginali, di una realtà lontana e incomprensibile. Purtroppo anche questa volta però sono dovuti morire degli innocenti, si è dovuto toccare il dolore con mano per riconoscere che i problemi ci sono e sono ben più seri di quanto si volesse far credere. Frontiere spalancate, accoglienza e tolleranza incondizionate in nome di un’integrazione, dimostratasi alquanto lacunosa, hanno dato i loro frutti, tutt’altro che dolci. Generalizzare è sbagliato, ma anche far finta di niente e rifiutare la realtà non porta grandi risultati. I quartieri musulmani presenti in molti paesi europei dove vive una sorta di società parallela sono la dimostrazione che la situazione è bel lontana dall’essere sotto controllo. Da questi quartieri, praticamente off-limits per i cittadini non musulmani proviene anche la maggior parte dei terroristi che una settimana fa hanno colpito Parigi.         Nonostante la nostra presidente della Confederazione continui imperterrita con la sua linea di politica buonista e non ritenga necessaria alcuna misura di sicurezza sul nostro confine, la Svizzera non fa purtroppo eccezione. Sul nostro territorio sono presenti integralisti islamici, dal nostro paese sono partiti numerosi combattenti per unirsi alla Dschihad e anche nelle nostre città sono presenti ghetti abitati quasi esclusivamente da stranieri, dove nelle scuole i bambini non parlano una lingua nazionale, il tasso di disoccupazione è elevato e dove criminalità, droga e armi non sono certo una rarità. Tra i casi accertati di combattenti partiti dalla Svizzera, alcuni erano arrivati come richiedenti d’asilo e alcuni avevano addirittura già ricevuto il passaporto elvetico. Non voler vedere un collegamento tra lo spropositato flusso migratorio che sta mettendo in ginocchio l’Europa e il terrorismo islamico è da ipocriti e irresponsabili. La riforma della Legge sull’asilo approvata dalle Camere federali contro il volere del gruppo parlamentare UDC/Lega è una vera e propria forma di autolesionismo. Cantoni e comuni non avranno più voce in capitolo sulla scelta di luoghi destinati all’accoglienza dei richiedenti, ma sarà una decisione unilaterale del dipartimento della signora Sommaruga; proprietà private potranno addirittura venir espropriate in caso di mancanza di infrastrutture e per ogni richiedente è previsto il patrocinio legale gratuito! Con questi cambiamenti, non si faranno che lievitare i costi che già sono al limite del sostenibile. Questi sono alcuni dei punti più ambigui di questa revisione. Non potendo restare a guardare come questa politica devastante svenda il nostro Paese, è stato lanciato il referendum dal titolo “Contro gli avvocati gratis per tutti i richiedenti l’asilo”. Firmiamo! Basta guardarci attorno per vedere cosa sono gli effetti di una politica d’asilo scellerata, fatta in nome del buonismo a tutti i costi! Il Mattino
Leggi tutto

Si scatena l’isteria dei vicini

  È di pochi giorni fa la notizia che il Consiglio federale ha discusso l’at­tuazione della mia mozione che pre­vede la chiusura notturna dei valichi secondari in Ticino. La mozione già approvata nel 2014 sia dal Consiglio Nazionale sia dal Consiglio degli Stati ha come scopo quello di limi­tare le vie di fuga e di accesso incu­stodite per i delinquenti che compiono furti e rapine sul nostro territorio, soprattutto a ridosso del confine. Purtroppo nel Mendrisiotto il fenomeno è molto diffuso e la po­polazione non si sente più al sicuro nemmeno in casa propria, tanto che in alcuni Comuni era partita pure una raccolta firme con grande successo e eco mediatica.         Il Consiglio federale, da parte sua, ha – sua sponte - ridimensionato la ri­chiesta: infatti dei 16 valichi secon­dari presenti sul territorio ticinese solo 6 ( le dogane di Cassinone, Ponte Cremenaga, Arzo, San Pietro di Stabio, Novazzano e Pedrinate) sa­rebbero presi in considerazione per la chiusura notturna. Il problema della criminalità transfrontaliera va co­munque affrontato da entrambe le parti coinvolte e conscio di questo fatto il Consiglio Federale, dopo la discussione di settimana scorsa, ha dunque incaricato il Dipartimento fe­derale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con il Dipartimento federale delle finanze (DFF) e il Di­partimento federale di giustizia e po­lizia (DFGP) di discutere con l’Italia le misure previste. Naturalmente anche le autorità tici­nesi giocheranno un ruolo importante nella discussione con la vicina Peni­sola. Per una volta sembrerebbe che Berna abbia preso coscienza dei problemi dei cittadini ticinesi. Ma la notizia non ha fatto in tempo ad apparire sui giornali del nostro Cantone, che tra i nostri vicini si è scatenato il panico. Dapprima i sindaci dei comuni ita­liani di confine e poi un consigliere regionale lombardo del PD si sono subito allarmati accusando anche la Svizzera di mettere in pratica tali mi­sure senza interpellare le autorità ita­liane. Il signor Gaffuri, il consigliere regionale, famoso per aver chiesto ai frontalieri di scioperare per far crol­lare l’economia ticinese, ha però di­menticato di informarsi adeguata­mente prima di scatenarsi in inutili lamentele. Non ci risulta peraltro che gli italiani permettano a noi svizzeri di interferire nelle loro questioni: che ognuno pensi a casa sua. C’è anche troppo da fare. Il Mattino della domenica
Leggi tutto

«Verein Schutzinitiative» bringt sich in Position

  Ja, die Gründung des «Vereins Schutzinitiative» ist richtig und wichtig! Denn auf der anderen Seite bleiben jene Kreise auch aktiv, die «sexuelle Rechte» und schulische Sexualerziehung ab frühestem Kindesalter propagieren. Diesen Herbst lud die «Allianz für Sexualaufklärung in der Schweiz» zu «regionalen Vernetzungstreffen» in Zürich, Lausanne und Locarno. Die Einladungen waren im Internet abrufbar, so konnten wir erfahren, weshalb die «Allianz» auch nach dem Rückzug der Schutzinitiative weiterbesteht: nämlich «…, weil unser Ziel, eine ganzheitliche Sexualaufklärung in der ganzen Schweiz zu implementieren, nicht erreicht ist». An den «Vernetzungstreffen» sollten «die möglichen Pisten» zur Erreichung des Zieles aufgezeigt werden. «Ganzheitliche Sexualaufklärung» … darunter versteht die «Allianz» Aufklärung nach den umstrittenen Standards der Weltgesundheitsorganisation – also mit «sexuellen Rechten» und schulischer Sexualerziehung ab frühestem Kindesalter! Die Umsetzung dieser Standards, mit dem Segen und dem Geld des Bundesamtes für Gesundheit, gilt es zu verhindern! Und genau deshalb ist die Gründung des «Vereins Schutzinitiative» wichtig. Widerstand ist ein Gebot der Stunde. Die Protagonisten der Frühsexualisierung sollen gestoppt werden. Die Abwahl der Präsidentin der Stiftung «Sexuelle Gesundheit Schweiz», Dr. med. Yvonne Gilli, aus dem Nationalrat ist ein Meilenstein auf diesem Weg. Roberta Pantani, Nationalrätin Lega dei Ticinesi
Leggi tutto

Non cambieremo idea!

  Molti esponenti politici italiani stanno facendo sentire la loro voce, in questi giorni, sulla prospettata chiusura notturna di sei valichi di confine secondari, ovvero Cassinone, Ponte Cremenaga, Arzo, San Pietro di Stabio, Novazzano e Pedrinate. Una chiusura prevista dal Consiglio federale nell'ambito dell'applicazione della mozione depositata dalla leghista Roberta Pantani e poi accettata dal Parlamento.               In una lunga intervista rilasciata a La Provincia, Pantani spiega agli italiani: "Non cambieremo idea sulla proposta di chiudere i valichi minori nelle ore notturne." "Ci sono continui episodi di criminalità e i valichi secondari rappresentano un’ottima via di fuga" aggiunge la parlamentare leghista. "I sindaci se ne dovranno fare una ragione. Le loro proteste sono fuori luogo e dimenticano che quei valichi, negli anni pre Schengen erano comunque chiusi la notte. E non c’erano state levate di scudi." Articolo completo Ticinonews Articolo online su "La Provincia"
Leggi tutto

Piazza del Corriere: Gobbi in Consiglio Federale?

  LUGANO - Il clima si è fatto rovente ieri sera a Piazza del Corriere. A scaldare gli animi degli ospiti di Gianni Righinetti, fin dalle prime battute, la decisione del presidente del Governo Norman Gobbi di correre con la maglia dell'UDC per il Consiglio federale.         «Gobbi è impresentabile a livello federale. Abbiamo un trasformista, una persona che cambia bandiera e maglia senza problemi. Ma andreste in guerra con uno così?» ha esordito senza mezzi termini l'avvocato e simpatizzante di BelTicino Paolo Bernasconi. «Io sicuramente» gli ha prontamente risposto Roberta Pantani, consigliera nazionale leghista, ribadendo come la scelta di Gobbi di correre per l'UDC non sia «affatto una questione di cambio bandiera». «UDC e Lega non sono due partiti diversi a livello di assemblea federale - ha precisato - e dal momento che sono 16 anni che il Ticino non presenta un candidato papabile mi sembra che dovremmo essere orgogliosi che il primo partito nazionale sostenga la candidatura di Gobbi». Articolo completo Video della trasmissione
Leggi tutto

Nomina al MPC

  Roberta Pantani Consigliere Nazionale, come valuta la nomina del nuovo responsabile dell’antenna ticinese del Ministero Pubblico della Confederazione e la decisione di centralizzare le strategie e le risorse a Berna ? Non c’è il rischio a sua modo di vedere, che l’antenna ticinese di fatto divenga solo un mero esecutore di ordini ? Innanzitutto faccio i miei complimenti alla Signora Rezzonico per la nomina. Mi auguro che da Berna riceva la fiducia necessaria e che gli interessi del Ticino non vengano ignorati, come spesso accade. Questo rischio purtroppo è concreto. La decisione potrebbe essere condivisibile dal punto di vista delle risorse, ma il fatto di concentrare i mezzi a disposizione non deve diventare una scusa per un abbassamento della qualità e per ridurre l’attenzione nei confronti del Ticino. Il ruolo dell’antenna ticinese è fondamentale, soprattutto per quanto riguarda i contatti con l’Italia. Le strategie devono continuare ad essere discusse e pianificate con l’aiuto dei responsabili ticinesi. Chiaramente mi aspetto che il nostro Cantone collabori con Berna e non che ubbidisca, subendo le conseguenze senza poter intervenire. http://www.afps-ti.ch/index.php/2-non-categorizzato/97-dichiarazione-della-consigliera-nazionale-per-la-lega-dei-ticinesi-roberta-pantani-sulla-nomina-del-nuovo-responsabile-dell-antenna-ticinese-del-ministero-pubblico-della-confederazione  
Leggi tutto