Tavola rotonda: la ferrovia di domani

L’associazione Aquanostra Ticino organizza una tavola rotonda sul futuro dei trasporti ferroviari: Giovedì 8 ottobre 2015 alle ore 18.30 Presso l’Infopoint del cantiere AlpTransit di Sigirino l’accesso è garantito dalla rotonda del Dosso di Taverne – direzione cantiere ATG Saluto introduttivo: Alberto Del Col, Direttore Settore Esecuzione Ceneri Relatori: Flavio Crivelli, Responsabile Gestione del traffico Regione Gottardo Luigi Lucchini, ingegnere del traffico Roberta Pantani, consigliere nazionale Fabio Regazzi, consigliere nazionale Moderatore: Gianmaria Pusterla, vice direttore Giornale del PopoloSegue aperitivo. È gradita l’iscrizione a info@aquanostraticino.ch o telefonando allo 091 911 51 24 Maggiori informazioni
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Pantani e Quadri, l’intervista doppia

Nome Roberta Pantani Lorenzo Quadri Professione P ­Fiduciaria Q ­Lavoro per un giornale… Perché ha deciso di ricandidarsi? P ­Perché il lavoro di parlamentare federale mi piace e lo vorrei conti­nuare anche nel prossimo quadrien­nio. Dopo tanti anni di politica attiva vorrei portare avanti con coerenza e con impegno le battaglie che ho por­tato a Berna. Q ­Perché ritengo ci siano ancora parecchie cose da fare in Ticino a Berna. In quattro anni abbiamo por­tato molti temi sul tavolo: difficile portarli tutte a termine, soprattutto perché bisogna insistere per far ca­pire i bisogni del Ticino. E’quindi ne­cessario un impegno sul lungo periodo, oltre i quattro anni, per ve­dere i risultati. Come valuta questi quattro anni? P ­Positivamente. Quattro anni impe­gnativi, perché erano tanti i temi che toccavano direttamente il nostro Can­tone. Però personalmente sono sod­disfatta del mio lavoro, che ritengo proficuo. Q ­Quattro anni intensi e costruttivi. Ovviamente di apprendimento, dove ho potuto rendermi conto di come il Ticino viene visto a Berna e valutare gli ambiti di intervento prioritari. Leggi tutto
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Il secondo tunnel del Gottardo

In questi giorni i sindaci dei principali centri del Mendrisiotto si sono espressi su media d’oltralpe contro la realizzazione del tunnel di risanamento del San Gottardo. Ricordo: la costruzione di un secondo tunnel autostradale senza aumento di capacità è stata proposta dal Consiglio federale, e accolta dal Parlamento, per permettere il risanamento completo del tunnel esistente. Questo risanamento richiede una chiusura totale del tunnel per almeno tre anni. La costruzione di un tunnel di risanamento senza aumento di capacità assicura che il Ticino disponga anche in questo periodo di un collegamento viario con il resto del Paese. Questa soluzione permette inoltre di dividere in due tubi separati il traffico, che ora corre incrociandosi. Si tratta pertanto pure di un investimento nella sicurezza di questo collegamento stradale, così importante per il nostro cantone. La votazione popolare con ogni probabilità avrà luogo il prossimo 28 febbraio e i toni – come è prevedibile – iniziano ad alzarsi, non sempre a beneficio di un dibattito ragionato e informato. Nelle scorse settimane però, il comitato per l’Iniziativa delle Alpi – quelli, per intenderci, contro la realizzazione del secondo tunnel – ha avuto la buona idea di farci capire cosa il loro no è un sì. Hanno, cioè, presentato alla stampa un’ulteriore soluzione, a loro dire, alternativa: la realizzazione di terminal di carico strada/ferrovia ai confini, ossia a Basilea e a Chiasso. Fino a un certo punto il ragionamento non è sbagliato: in effetti, il Consiglio federale ha già annunciato che qualora il popolo respingesse la costruzione di un tunnel di risanamento dovrebbe costruire per più di un miliardo di franchi(!) delle stazioni provvisorie per il trasferimento del traffico a Biasca e a Erstfeld, nonché ad Airolo e Göschenen, stazioni che poi verrebbero smantellate a risanamento effettuato, soluzione che – su questo punto sono d’accordo tutti – sarebbe deleteria: si sprecherebbero somme ingentissime senza alcun controvalore. In quest’ottica potrà anche sembrare sensata la proposta di costruire questi terminali lungo la frontiera, affinché possano essere di natura permanente, e non provvisoria. Ma guardiamo i dettagli, e realizzeremo che si tratta di un’idea del tutto irrealizzabile, di un’utopia che non tiene conto di molti fattori per noi del Mendrisiotto, importantissimi, ad iniziare dall’ubicazione dei terminali. Ricordo che alcuni anni fa, dopo un’uscita sulla stampa del direttore dell’Ufficio federale dei trasporti, Füglistaler, sulla possibilità di realizzazione di un piano B, ossia di un terminale nei pressi di Chiasso, nell’ambito della realizzazione del cosiddetto corridoio di 4 metri per il trasporto delle merci su Alptransit, il Municipio di Chiasso, con il sindaco in testa, andò a Berna a portare le proprie rimostranze di fronte a questa proposta che avrebbe avuto conseguenze disastrose sulla nostra viabilità, già oggi in difficoltà, e un grande impatto ambientale. Si parlò, nota bene, di un terminale con una capacità ridotta, di 150.000 camion all’anno circa, dunque ben lontano dal terminale per 700.000 camion necessario per poter assorbire il traffico durante il risanamento del tunnel autostradale. Dopo aver ricevuto rassicurazioni da parte dell’Ufficio federale dei trasporti che si trattava unicamente di un’ipotesi, la sottoscritta ha ripetuto in Parlamento la medesima domanda alla consigliera federale Leuthard, ricevendo la medesima rassicurazione. Il Parlamento federale ha votato infine un credito di 230 milioni affinché la Svizzera realizzasse i terminal di carico al di fuori dei propri confini, proprio per evitare che il nostro già sollecitato territorio venisse ulteriormente caricato di traffico pesante del tutto parassitario. Oggi, il Comitato dell’Iniziativa delle Alpi arriva con la medesima proposta, con ancora dei punti da chiarire. Secondo i promotori si dovrebbe trattare di una realizzazione permanente, di un costo pari se non superiore a quello del tunnel di risanamento, ma con un impatto sull’ambiente di dimensioni sproporzionate. Dove sarebbero a disposizione nel Mendrisiotto, oltre 80.000 m2 per il terminal? E quali sarebbero le conseguenze sulle strade del distretto, con un traffico di 500.000-600.000 camion provenienti da tutta Europa? Oltre a ciò, sarebbero da valutare pure gli ingenti costi aggiuntivi derivanti dall’acquisto di materiale rotabile: già solo per la variante tra Biasca e Erstfeld secondo il Consiglio federale sarebbe necessario l’acquisto di 400 nuovi carri e 24 nuove locomotive, figuriamoci per poter assicurare un’autostrada viaggiante da Chiasso a Basilea con la stessa capacità! Inoltre, occorrerebbe aggiungere tracce supplementari su cui far circolare questi treni in più, aggiungendo così traffico ad una linea a sud di Lugano già congestionata e satura per la circolazione dei treni regionali. Insomma, non proprio una grande idea. Ciò che mi fa specie, è che i sindaci dei principali centri del Mendrisiotto non ci abbiano pensato. Il loro no al tunnel di risanamento è un sì a cosa, esattamente? Attendo con curiosità la loro risposta.
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CDT – Il laboratorio svizzero

Moderato da Gianni Righinetti, il dibattito vedrà protagonisti Ignazio Cassis, Roberta Pantani, Marco Romano, Marina Carobbio, Marco Chiesa e Franco Denti MELIDE - La legislatura alle Camere federali si è chiusa venerdì scorso e per i candidati al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati è iniziata la volata verso l'appuntamento con le urne del 18 ottobre. La febbre sale anche a Piazza del Corriere, con l'entrata in scena dei parlamentari uscenti che sollecitano un nuovo mandato quadriennale. Il titolo della puntata di martedì 29 settembre sarà «Il laboratorio svizzero», da intendere come il Ticino. In effetti l'esperienza di questi anni sta dimostrando che il nostro cantone periferico ha sempre più il ruolo di regione test. I fenomeni che viviamo in Ticino spesso diventano poi realtà in tutta la Svizzera. Ma il Consiglio federale e la Berna politica sono in grado di comprendere, e studiare le contromosse? Oppure hanno aperto gli occhi solo dopo la sberla del 9 febbraio? Lavoro, bilaterali, padroncini, criminalità e immigrazione saranno al centro del dibattito moderato da Gianni Righinetti, con protagonisti Ignazio Cassis (PLR), Roberta Pantani (Lega), Marco Romano (PPD), Marina Carobbio, Marco Chiesa (UDC) e Franco Denti (Verdi). E voi dite la vostra piazza@teleticino.ch
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Dal Lux a Berna

Giovedi 1 ottobre 2015 - ore 18.00 Presso la sala del Cinema Lux a Massagno Parteciperanno al dibattito moderato da Moreno Bernasconi: Fabio Regazzi (PPD), Marco Romano (PPD), Marina Carobbio (PS), Roberta Pantani (lega), Marco Chiesa (UDC), Rocco Cattaneo (PLR) scarica il Flyer
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Quel tardivo pentimento e i rapporti tesi

Elezioni federali, intervista alla consigliera nazionale Roberta Pantani, a ruota libera su Consiglio federale, UDC e concorrenza in casa Roberta Pantani, quali sono le tre priorità della prossima legislatura? «In cima alla lista metto la questione immigrazione, stranieri e asilo, temi che ho trattato e che, se verrò rieletta, vorrei ancora tra i miei dossier. Poi non dimentichiamo la questione traffico e trasporti, cruciale nel prossimo quadriennio, con la votazione sul San Gottardo e l'apertura di AlpTransit. Senza dimenticare, la fiscalità, i frontalieri e i rapporti con l'Italia che sono centrali per noi». Veniamo alla Lega dei ticinesi. Chi comanda oggi in via Monte Boglia? «Il coordinatore è, come noto, Attilio Bignasca, accanto a lui c'è (e funziona) il gruppo dei cosiddetti colonnelli, che lo aiutano e lo consigliano nelle decisioni. Trovo positivo che non si prendano decisioni sulla base di interessi ad personam, ma solo per i ticinesi. Altrove le cose funzionano in maniera diversa». Era proprio necessaria la congiunzione con l'UDC? «Si tratta di non disperdere il credito conseguito in quattro anni di ottimo lavoro Lega-UDC sul piano federale. C'era un potenziale di voti importante e sarebbe stato sbagliato disperderlo per dissidi cantonali ormai alle spalle». Leggi tutto
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Una partita importantissima per il Ticino e i Ticinesi

Mancano quattro settimane esatte all’appuntamento delle elezioni federali del 18 ottobre. Non abbiamo dimenticato il grande sforzo collettivo di leghisti attivi e simpatizzanti dello scorso aprile, che ci ha permesso di crescere nei numeri e ribadire con forza che il Ticino vuole politici attivi e vicini ai problemi della gente: dal lavoro alla sicurezza, dalla mobilità alle posizioni per una Svizzera sovrana e indipendente. Visto che ieri è stato il grande sabato dei derby, sui quali non commentiamo sportivamente, facendo un paragone le elezioni cantonali sono state il derby giocato in casa, mentre le elezioni federali sono il derby giocato fuori casa. Entrambi i derby sono importanti, anche se è vero che le elezioni cantonali sono più sentite dal Popolo leghista: da un lato la grande motivazione dei candidati al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio mobilita migliaia di persone, mentre per le federali spetta ai giocatori in campo – i nostri nove candidati al Consiglio nazionale e agli Stati – giocare la partita. leggi tutto
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