Roberta Pantani, «io, Marine Le Pen, mio padre e Hillary Clinton»

La consigliera nazionale leghista è stata paragonata dal giornale francese Le Monde a Marine Le Pen. «Quale onore! A noi figlie d’arte ticinese in politica non è mai stato regalato niente». E se i suoi figli scegliessero un partito diverso dalla Lega? CHIASSO – Roberta Patani e Marine Le Pen, Roberta Pantani e suo padre. La consigliera nazionale della Lega è stata paragonata dal quotidiano transalpino Le Monde alla politica francese, e noi l’abbiamo contattata per sapere che cosa ne pensasse: alla fine, il discorso è scivolato anche su altro, ovvero sul difficile ruolo delle figlie d’arte in politica. Leggi l'articolo completo
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Le Monde: “Roberta Pantani la Le Pen ticinese!”

Tutte e due bionde, tutte e due combattive, tutte e due con un solo obiettivo: la difesa del proprio Paese, che deve restare sovrano e indipendente. Facile intuire perché il noto quotidiano Le Monde ha paragonato Roberta Pantani, Consigliera Nazionale della Lega dei Ticinesi, con Marine Le Pen, la leader degli euroscettici francesi. Con molto pragmatismo, Roberta Pantani è in queste settimane impegnata in commissione con la seconda revisione della legge sull’asilo, dopo che la prima revisione era stata approvata a pochi mesi dalla sua elezione a Berna, con l’appoggio pure della Consigliera Federale Simonetta Sommaruga, a dimostrazione che la deputata leghista è in grado di interpretare nel modo giusto le risoluzioni ai problemi del Ticino. La revisione della legge sull’asilo ha permesso un sensibile calo dei finti profughi in Svizzera, nonché una velocizzazione delle procedure la gestione delle richieste l’asilo. Leggi tutto
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«Il segreto bancario non va scritto nella Costituzione»

Secondo il Governo, l’iscrizione nella Costituzione di una legge che già funzione porterebbe ad effetti nefasti. Non è d’accordo il comitato promotore, per il quale abbiamo sentito la rappresentante ticinese e consigliera nazionale, Roberta Pantani. Nella seduta di ieri, il Consiglio federale ha chiesto al Parlamento di respingere l’iniziativa popolare «Sì alla protezione della sfera privata», promossa da vari partiti fra cui PLR, UDC, PPD, Lega dei ticinesi ma anche dall’Unione svizzera delle arti e dei mestieri. Il testo, che il Governo ha chiesto di rigettare senza considerare l’eventualità di un controprogetto, chiede che la protezione della sfera privata dalle intrusioni dello Stato e del fisco sia - per i residenti in Svizzera - ancorata nella Costituzione federale e non più unicamente della Legge federale sulle banche, come ora. Leggi tutto
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La Marine Le Pen del Ticino

Il quotidiano francese Le Monde pubblica un reportage sulla "Svizzera italiana che stigmatizza i lavoratori frontalieri" Anche il prestigioso Le Monde si interessa al tema dei lavoratori italiani che ogni giorni varcano il confine per venire a lavorare in Ticino. Sulla sua edizione di ieri, il quotidiano francese ha pubblicato un reportage intitolato "La Svizzera italiana stigmatizza i suoi lavoratori frontalieri", frutto dell'inchiesta svolta in Ticino dall'inviata speciale Marie Maurisse. ...Si legge poi che a fine luglio l'eurodeputata italiana Lara Comi ha dichiarato di voler denunciare il Ticino alla Corte europea di giustizia. "Ciò non basta a turbare Roberta Pantani, colei che viene chiamata la Marine Le Pen del Ticino, che ci riceve nel suo ufficio di Chiasso: il Ticino è il primo datore di lavoro in Lombardia, afferma Pantani sorridendo, dunque l'Italia non può permettersi di arrabbiarsi con noi. In quanto a Bruxelles, può pensare ciò che vuole..." Leggi l'articolo completo
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La tardiva scoperta dopo le nostre battaglie

Tutta (e solo) colpa del Franco svizzero? La situazione del mercato del lavoro in Svizzera è preoccupante e le prospettive future non sono certo delle migliori. Il Franco svizzero forte e l’abbandono della soglia minima con l’Euro hanno dato il colpo di grazia ad un mercato del lavoro che era già in affanno. Le ragioni? Numerose: una perdita di competitività, la globalizzazione, i costi di produzione troppo alti rispetto ad altri Paesi. Ma la situazione era già conosciuta da qualche anno e forse occorreva prendere qualche provvedimento prima. Schneider-Amman prospetta un aumento della disoccupazione, senza tagli agli impieghi. Un suo parere a quest’affermazione… Se non ci saranno tagli agli impieghi, come dice Schneider-Amman, di sicuro saranno posti di lavoro che non verranno creati. Questo aspetto è molto preoccupante. Significa che in Svizzera non ci sono più opportunità né possibilità di creare ricchezza e nuovi impieghi. Non mi pare una prospettiva tanto edificante. Leggi tutto l'articolo del Mattino della Domenica- 23.08.2015
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Intervista Associazione Amici delle Forze di Polizia Svizzere!

Roberta Pantani, 1965, coniugata, due figli adulti. Dal 1995 è titolare di uno Studio fiduciario e immobiliare a Chiasso. Municipale di Chiasso – Capo dicastero Sicurezza Pubblica – dal 2004, dal 2011 è Consigliera Nazionale. Presidente del Consiglio di Amministrazione di AGE SA, è stata membro del Consiglio di Amministrazione di BancaStato nonché di altre società attive in Canton Ticino. A livello politico è stata membro del Gruppo di lavoro per la nuova Legge sulla collaborazione tra le Polizie, Presidente del Gruppo di lavoro per definizione della funzione di Assistente di Polizia e del Gruppo di lavoro per l’uniformazione dei gradi e degli stipendi delle Polizie, su incarico del Consiglio di Stato. Leggi tutto
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Il Festival di locarno e la nostra cultura

In questi giorni Locarno e il suo Festival fanno del canton Ticino la vetrina cinematografica mondiale. Tra sostenitori e detrattori, il Festival divide e fa discutere. Fa discutere i politici, che però ne utilizzano la ribalta per presentarsi. Fa discutere gli albergatori, che vorrebbero stanze più piene, i ristoratori, gli addetti al turismo e molti altri ancora. Chi invece non discute, credo siano i turisti, che hanno la possibilità di vedere un Ticino diverso, internazionale, per una volta al centro del mondo. Si può amarlo o odiarlo, ma il Festival è così. Il nuovo messaggio sulla cultura, che è stato recentemente approvato dalle Camere federali, prevede anche un finanziamento alla cinematografia: non illudiamoci però che parte di questo finanziamento possa arrivare a Locarno e neppure in Ticino. I costi complessivi (Confederazioni, Cantone e Comuni) per la cultura in Svizzera sono passati da poco più di 2 miliardi nel 2000 agli attuali quasi 3 miliardi di franchi. Una cifra enorme, di cui ci si chiede spesso quale possa essere il riscontro effettivo all’interno del Paese. Con l’approvazione del messaggio, il Parlamento ha definito quali saranno le linee guida della politica culturale nei prossimi anni: il mantenimento delle pluralità culturali con il sostegno a manifestazioni di livello internazionale ed anche ad iniziative più locali, che hanno queste ultime quale obiettivo, quello di promuovere tradizioni folcloristiche. Leggi l'articolo completo del Corriere del Ticino
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Casellario giudiziale, al via la raccolta firme

La Lega dei Ticinesi ha ufficialmente lanciato la petizione per sostenere le misure volute da Norman Gobbi Come annunciato in un comunicato stampa all'indomani della convocazione dell'ambasciatore svizzero Giancarlo Kessler alla Farnesina, la Lega dei Ticinesi ha ufficialmente lanciato la petizione a sostegno della misura, introdotta in aprile dal ministro Norman Gobbi, riguardo la richiesta del casellario giudiziale per tutti gli stranieri che richiedono un permesso di dimora o di lavoro transfrontaliero (permessi B e G). "Una misura osteggiata da Berna e da Roma, ma ampiamente condivisa dalla popolazione" si legge nel testo della petizione, pubblicato sul sito internet del consigliere di Stato leghista, fautore del provvedimento. Firma la petizione Leggi tutto su Ticinonews.ch
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Qualcuno ha cambiato idea?

Permessi: oggi tutti sostengono Gobbi. Ma in maggio Cassis, Merlini e Carobbio... Tutti e dieci i parlamentari ticinesi a Berna, interpellati dalla Neue Luzerner Zeitung, hanno dichiarato all'unanimità di essere a favore delle nuove misure sui permessi B e G decise dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. Ma ancora solo tre mesi fa, il 5 maggio 2015, i deputati ticinesi non erano stati affatto unanimi. Quel giorno si tenne in Consiglio nazionale la votazione su una mozione di Lorenzo Quadri, che chiedeva al Consiglio federale di attivarsi affinché le informazioni sui precedenti penali dei cittadini UE che intendono trasferirsi in Svizzera possano tornare ad essere chieste sistematicamente, d'ufficio, senza bisogno di fornire alcuna particolare motivazione. Una proposta, quella di Quadri, molto simile a quella messa in atto da Gobbi. Ebbene, quel giorno solo cinque parlamentari ticinesi su otto votarono a favore dalla mozione, che fu poi bocciata a maggioranza dal Parlamento (61 sì, 124 no, 3 astenuti). Si tratta di Lorenzo Quadri, Roberta Pantani, Pierre Rusconi, Fabio Regazzi e Marco Romano. Leggi tutto su: ticinonews.ch
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Il 1° agosto di Lega e UDC

Un 1° agosto eccezionale con tantissimi leghisti. Campagna elettorale lanciata nel migliore dei modi: lista per il Nazionale forte e di persone competenti, per gli Stati un unico e inimitabile Battista Ghiggia. Ce la faremo e non molleremo!!! Leggi il discorso del 1° agosto
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